le mani  

rm_polissenes 48M
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12/12/2005 11:10 am

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3/5/2006 9:27 pm

le mani


Quest'estate girando per l'Umbria, mi sono imbattuto in un agriturismo dove organizzavano corsi di ceramica. La parte teorica e pittorica era tenuta da un prof. di Urbino,la parte pratica, quella che aveva a che fare con la lavorazione dell'argilla, da una giovane artista magrissima, di origini tunisine, occhi e capelli neri. Lei aveva delle mani molto belle, agili, forti...che animavano ogni cosa che toccava. Vederla al lavoro, durante la presentazione del corso, mentre spiegava cosa avremmo fatto assieme era per me ipnotico...mi conquistò incondizionatamente, pochi minuti dopo mi stavo iscrivendo al corso. Passai una settimana di tensione sessuale continua...in laboratorio ero un disastro, non mi riusciva, in sua presenza, di concentrarmi in qualcosa, vedevo solo le sue mani e mi perdevo ipnotizzato dal ritmo della sua voce.
La sera prima della conclusione del corso, me ne stavo seduto sulla panca davanti al mio appartamento, deluso e amareggiato dall'inconcludenza di quella settimana, davanti a una bottiglia di vino mezza vuota, che mi aveva dato alla testa e a un libro che non riuscivo a leggere...Ero stato l'unico, tra l'altro, a non riuscire a fare il vasetto previsto come abilità minima di fine corso...A un tratto la vidi uscire dalle mie nebbie alcoliche e venire proprio verso di me... Era venuta a propormi, molto gentilmente, di ultimare il vasetto a cui avevo rinunciato nel pomeriggio. Accettai e la seguii nel laboratorio e lì, lavorando l'argilla,le confessai che l'unica ragione per cui mi ero iscritto al corso era di poterla vedere lavorare...vedere le sue mani salire e scendere sull'argilla bagnata e scivolare sulle forme cangianti della materia che assecondava ogni suo mavimento, sentire la sua voce seguire questo andamento delle mani...tutto ciò mi affascinava e turbava a tal punto che non riuscivo a fare neanche le cose più semplici.
Lei mi sorrise, come se lo avesse sempre saputo, con estrema naturalezza mi aprì i calzoni e... incominciò a toccarmi con le sue mani forti ancora bagnate di argilla... per un tempo infinito con lentezza... guardandomi negli occhi e parlandomi piano...non sò più di cosa, ricordo solo che disse di non poter fare l'amore con me per via del suo ragazzo, a cui era fedele...
Le venni fra le mani sussultando in un godimento infinito... mi sentii improvvisamente stanco da svenire...ci salutammo, il giorno dopo partii presto...

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