dal sogno alla realt  

inesperta2006 42F
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2/2/2006 7:09 pm

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3/5/2006 9:27 pm

dal sogno alla realt

riporto qui di seguito, per favorevole concessione del mio padrone, due brevi racconti uno ispirato a come sarebbe potuto essere il mio primo atto di sottomissione, l'altro il resoconto di quello che poi è stato realmente...

Clic.
La porta si chiude alle mie spalle.
Ci siamo, è cominciata. Ho una paura tremenda, non so cosa fare.
-siediti- mi ordina -sul letto-.
lo faccio e aspetto, gli occhi bassi, non so dove guardare...
Mi raggiunge, è davanti a me ora. Sta legandomi i polsi con una corda. Sono completamente vestita ma non credo che lo resterò a lungo.
Mi spinge sul letto e mi solleva le braccia così legate sopra la testa. Sento le sue mani sui seni, non sono gentili, ma neppure cattive, solo vogliose, mi saggiano, sono abbastanza morbide? gli piacciono? Sto per chiederglielo quando mi accorgo che non dovevo farlo, non vuole che parli, sarò punita per questa disobbedienza.
Mi imbaglia.
Mi sta sollevando rudemente la maglia trascinandosi appresso il reggiseno, non me la sfila dalla testa, la usa piuttosto per impedirmi di vedere coprendomi il volto, ora sono totalmente in sua balia.
Mi slaccia i pantaloni e me li cala, insieme agli slip, fino alle ginocchia. Sto per essere punita, verrò sculacciata.
So che mi farà male, inconsciamente cerco di divincolarmi, vano tentativo, le sue mani mi afferrano salde e mi bloccano sulle sue ginocchia, il viso verso il basso, il culo proteso verso l'alto, pronto per essere colpito. il primo impatto della sua mano sulla mia carne mi fa irrigidire, non mi posso muovere, posso solo subire, il secondo colpo, poi il terzo, il quarto, il dolore è forte, posso sentire come mi batte con tutto il palmo, a mano aperta, colpisce metodico e con forza, ho la figa tutta bagnata per l'eccitazione...
Com'è cominciata finisce, mi rimette sul letto e termina di togliermi pantaloni ed intimo.
Intorno a me solo rumori estranei di un'anonima camera d'albergo.
Ora ho le caviglie legate, non fra loro, no sono legata al letto per far sì che le gambe siano ben divaricate, così tanto che mi sembra stiano per staccarmisi dal corpo, Mi sento sollevare il bacino, un cuscino si frappone fra me ed il letto, ora un altro, entrambi sotto il culo, ho tutto il pube rivolto verso l'alto e persino il buco del culo fa bella mostra di se in questa posizione.
Le mani sono improvvisamente libere, capisco che mi sta sciogliendo per potermi legare le braccia el letto. Sono completamente immobilizzata adesso, un corpo nudo senza volto, poichè la maglia è rimasta dove l'aveva inizialmente messa, un corpo offerto al suo volere ed al suo piacere...
Lo sento che armeggia nella borsa che ha portato con se, poi il letto sprofonda leggermente sul mio fianco destro e capisco che mi sta di lato, cosa starà per fare, quanto mi farà male, mi piacerà, essendo bendata non posso rispondere e la paura mi serpeggia dentro...
Mi sale cavalcioni, dita decise afferrano i capezzoli...ACCIDENTI! Me li sta stritolando, tira forte,verso il basso , poi l'alto, li torce poi tira sfruttando la mia immobilità ed il mio peso per avere maggiore efficacia... prima di capire quello che mi sta accadendo un seno è libero e l'altro riceve doppie attenzioni, non è più il capezzolo il suo obietivo ma la pelle che lo circonda, dapprima ne afferra un lembo poi lo pizzica ed infine AAAAhh! una molletta, poi una seconda, una terza... stesso trattamento viene riservato all'altro seno... quanto fa male... ho lafiga tutta bagnata, gli occhi stretti sotto la copertura della maglia, la gola secca e le labbra compresse dal bavaglio, il sangue mi scorre veloce nelle vene...
Respiro ansando, mentre le sue mani sfiorano il resto del mio corpo in una carezza sinuosa, fino ad arrivare dove sono più sensibile e vulnerabile...
Se prima avevo paura ora sono nel panico, il mio culo non è abituato al cazzo, ma solo a piccoli oggetti, ma so che prima della fine mi verrà spaccato, assaporo mentalmente il dolore della violenza fisica, il desiderio di un rapporto sessuale violento, finalmente, finalmente...
E' fra le mie gambe, non sono abbastanza bagnatada poterlo prendere in figa facilmente e lui lo sa, ma senza tante cerimonie sento il suo uccello che spinge prepotente per entrare, sento che si fa strada nel mio corpo, non riesco a restare immobile, istintivamente cerco di allontanarlo, quasi fosse possibile legata come sono... lo sento ridere della mia ribelione, poichè gli fornisce il motivo per una seconda punizione, estrae il cazzo e senza che quasi abbia avuto modo di accorgermene arriva il primo colpo di frusta, proprio lì dove prima giocava col suo arnese, proprio sulla mia povera figa spalancata e violentata, ecco il secondo, il terzo e ancora, poi si china su di me -adesso il culo, è ora di aprirlo come piace a me- mentre mi parla un dito mi sta accarezzando l'ano poi lo sento entrare, lo sento che mi fruga dentro, stantuffa piano, ma mi fa già male... improvvisamente sono sola, sta armeggiando nuovamente con la borsa, poi rieccolo fra le gambe, mi sputa sulla figa e senza troppa attesa la riempie con un fallo finto -così lo bagnamo bene-, le sue dita mi stanno divaricando bene l'ano e l'arnese passa dalla figa a premere sul culo, prima piano, poi sempre con maggio foga -te lo spacco questo culo vergine-.
Il male mi fa contrarre tutta, provo a respirare controllata ed allentare la morsa del dolore, ma prima che il mio tentativo possa sortire effetto una sua mano va a stuzzicare le mollette che ancora mordono la tenera carne dei miei seni... E' troppo per me, sopraffatta accetto il suo totale dominio ed il dildo mi sprofonda nelle viscere impalandomi, il culo è suo ormai...
Sta fissandomi il cazzo artificiale al corpo, così che mi resti dentro, mentre armeggia soddisfatto la mia figa e mi penetra sfondandomi, ora che ho quel coso in culo sono stretta davanti e la sua penetrazione diventa sempre più uno stupro, spinge a fondo e bene, mi sbatte come una troia qualsiasi, improvvisamente arriva l'orgasmo, ci sono quasi... E'USCITO! -non verrai finchè non lo vorro io e solo se riterrò che te lo meriti...-
Ho davanti a me ore di dolori e di abusi piccoli e non...
Ho quello che volevo, un PADRONE...

QUESTA ERA LA MIA FANTASIA SESSUALE ORA ECCO CIO' CHE E' REALMENTE AVVENUTO...

Mi voleva sensuale, a tal proposito eccomi lì vestita come da sua richieta, gonna, tacchi alti ed autoreggenti nere, mentre seduta al suo fianco in macchina ci dirigiamo verso l'albergo, mi conferma che vado bene e mi ordina di togliermi il tanga, obbedisco e ritiro la mia esigua biancheria nella borsa, comincio a sentire la tensione dell'incontro e l'eccitazione dentro di me sale...
Una volta in camera si è calato nel suo ruolo di padrone -Spogliati Elena- così semplicemente, rimango vestita solo delle calze e delle scarpe, il reggiseno non l'ho tolto ma fa solo figura col seno di fuori ed i capezzoli duri come sassi... mi mostra per prima cosa la posizione che vuole io assuma sempre davanti a lui, gambe aperte e braccia dietro la schiena, ora è davvero cominciata, sto tremando, lo si nota subito..
Non ho tempo di pensarci mentre mi fa inginocchiare, fronte a terra, e mi penetra l'ano, previo lubrificazione, con un plug, non enorme, ma abbastanza grande da rendersi interessante, preciso che il mio culo è quasi vergine davvero e so che è una delle tante cose che oggi cambieranno in me, me lo allargherà come si deve... devo alzarmi in piedi, cn quel coso nel culo mi sento un po' rigida ma non fa male anzi comincia proprio a piacermi, attorno alla vita ora ho legata una corda, una sezione di quest'ultima mi viene fatta passare proprio in mezzo alla figa depilata apposta, così come il culo, per l'occasione... la corda ora è tesa tra le mie gambe e trattiene il plug all'interno del mio corpo, tesa sì ma non troppo, abbastanza da sentirla ma nin tanto da fare male, mi sarebbe piaciuto osare di più, ma poi capisco che il mio padrone da vero esperto si sta prendendo cura di me e della mia ignoranza in questo campo, non posso chiedere di più...
Ho ancora le mani libere ed ora ne capisco il motivo, ora che per suo ordine sono appoggiata alla porta con la schiena reclinata ed il culo in bella mostra, alla sua portata, alla portata della frusta ludica... il primo colpo non me lo aspettavo e ammetto che l'immaginavo diverso, lo credevo molto più doloroso, più segnante, invece la cosa mi piace e parecchio, colpisce i glutei, le cosce, la schiena... Si ferma solo per appendere ai miei capezzoli delle piccole morse con pesi all'estrmità, caspita come sono eccitata, nessun uomo mi aveva ma i fatta sentire così, assaporo piano la dominazione, la paura è un ricordo vago che presto scomparirà del tutto...
-Comincia a contare- non capisco a cosa allude ma non appena il colpo mi raggiunge afferro il significato della cosa, mi frusta davvero ora, sto ricevendo la punizione per averdisobbedito ad un ordine giorni addietro, non è più quella ludica ora che mi schianta addosso, no questa è cattiva e segna la mia pelle bianchissima immediatamente, arrivo a cinque prima di fermarlo con la parola precedentemente concordata... sento che è deluso si aspettava maggior resistenza da parte mia, ma il segno della punizione fa bella mostra di se sul mio corpo, lo porterò con orgoglio, me lo sono meritato...
Mi rialzo ed i pesi ai capezzoli oscillano tirandomi il seno verso il basso, questo mi piace proprio, un po' mi spiace quando me ne libera, poi ecco che le sue dita sostituiscono i pesi, tartassandomeli un po', da dietro la schiena devo portare le braccia dietro la testa, la sua mano mi solleva il mento un po', poi è la frusta ludica a parlare mantre colpisce i seni, adesso sì che sono bagnata... le braccia nuovamente dietro la sciena mi vengono sistemate e legate fra loro per i polsi, ora mi sento completamente in suo possesso... mi fa inginocchiare, i capezzoli questa volta subiscono la morsa di due mollette da bucato, dolore diverso piacere uguale, gioca un po' con me, accarezzandomi e scattando qualche altra fotografia (sono nell'album nuovo)... fra una posizione e l'altra ha cominciato a spogliarsi, ora ha indosso solo una maglietta blu scuro che fa molto macho, in piedi davanti a me col cazzo all'altezza delle labbra, ovvio che vuole un pompino, è un'impresa farlo da legata ed in quella posizione, senza contare poi che non riesco a prenderlo fino in fondo alla bocca, accidenti è davvero grosso, un uccello fra i più belli che abbia mai visto, mi chiedo subito che effetto farebbe prenderlo in culo o nella figa, ma so che non lo scoprirò se non faccio la brava, così cerco di sbocchinare il meglio possibile, seguo tutte le sue indicazioni, ma non ci riesco,, non riesco a dargli quello che vuole, non che non mi impegni anzi! ma caspita ha una resistenza davvero fenomenale, sono cinque o sei minuti che succhio lecco e spompino avanti e indietro e lui nulla, come se niente fosse, un autocontrollo di ferro? o io non sono capace? mi sa che sono vere entrambe, avrò infatti modo di rendermene conto più tardi, mi libera le mani e si siede sull'unica poltrona della stanza d'albergo che ci ospita, ricomincio il pompino, ma no, niente, sono scoraggiata e molto giù, mi sarebbe davvero piaciuto riuscire a dargli piacere, invece...
Ad un certo punto mi ferma -basta ora voglio mettertelo nella figa-, libera dalle corde, ma non dal plug dentro il culo, mi trovo ad essere appoggiata con la testa sul letto e le mani dietro la schiena leggermente arcuata, mi penetra senza fronzoli, usa il preservativo che gli avevo appena messo, accidenti che male, non la penetrazione che è fantastica a dir poco, ma la schiena, è lungo, è grosso e mi arriva in questa posizione fino alle ovaie, mentre il coso dentro il culo mi sta spappolando i reni, resisto quanto più possibile, ma la posizione si rivela essere davvero troppo dolorosa per me e devo, per la seconda volta, fermarlo, che umiliazione... Ho il tempo di riprendermi mentre lui mi trova una posizione più confortevole e me lo risbatte dentro, eccolo nuovamente stantuffare da bestia, ora sì che godo, accidenti che chiavata gente, il dolore è sparito, il piacere di questa penetrazione vigorosa, di questi colpi profondi ne hanno cancella to persino il ricordo, gli chiedo se posso venire una prima volta, già perchè prima che la cavalcata finisca c'è pure la seconda e se non fosse venuto ero lì lì per la terza...
Esce da me, io non mi muovo, so che non posso farlo senza il suo permesso, mi fa alzare, ed io ubbidiete aspetto, sempre con il mio bravo giocattolo infilato ben dentro il culo, -rilassati pure, siediti-, mi fa i complimenti per essere venuta due volte in così poco tempo, beh ero in astinenza da quattro giorni per suo ordine volevo ben vedere, ma a parte questo era il suo modo di sbattermi che mi dava alla testa, strepitoso! mi siedo sul letto ed il plug mi si pianta sempre di più nel culo, se non fosse per la parte piatta con cui termina ormai sarebbe nei polmoni, ci rilassiamo,lui fuma una sigaretta alla finestra, aperta per non far scattare eventuali allarmi fumo, parliamo un po', affiniamo la simbiosi padrone/schiavo, poi ho il permesso di togliermi il plug e di fare una doccia... Quando ritorno in camera lui è sdraiato sul letto, vuole un altro pompino, dispero, se non ci sono riuscita prima, ora che è venuto sarà impossibile, infatti... Alla fine decide di sodomizzarmi, con forza, brutalmente proprio come volevo io, la dominazione totale e aggrssiva, se non fosse che ho la schiena ormai distrutta reggerei più a lungo, ma il suo affondo e, a costo di ripetermi, le sue ragguardevoli dimensioni, mi mettono ko, questa volta urlo, eccome se urlo, e poi lo fermo, mi spiace da morire ma avevo raggiunto il mio limite massimo del dolore, non sopporto più di doverlo fermare, troverò il modo per aumentere il mio limite... Decide di lasciarmi soddisfare e si fa cavalcare, vengo altre due volte, pazzesco ma, lui no, ho i crampi alle gambe e non riesco più a muovermi, mi fermo ancora e lui mi lascia libera, va a farsi una doccia, temo fredda a causa della mia poco efficace prestazione, mi faccio un promessa mentre sono distrutta dai crampi all'anca, la prossima volta devo riuscire a farlo venire, che razza di schiava potrò mai essere se non riesco a dargli piacere quando me lo chiede?!
Ci rivestiamo, ma il mio tanga resta nella borsa, la cosa è decisamente intrigante, è una cosa che sappiamo solo noi, è questo che crea feeling fra di noi, fra dom e sub, sapere molto di più di uqello che c'è da sapere, prendi la hostess che ci ha dato la stanza, ovvio che ha capito che eravamo lì per scopare, ma non si immaginerà mai come abbiamo cosumato ne quale incredibile avventura è avvenuta dietro quella porta chiusa, nessuno vedrà i segni della frusta sul mio corpo, solo io e il mio padrone sappiamo che ci sono, solo noi, porto quei segni con fierezza, sono la sua schiava, sono felice...


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