Corto n 1  

fortune_six 48M
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6/2/2006 1:20 am

Last Read:
6/15/2006 5:47 am

Corto n 1

Sally è una donna di quarantaquattro anni. Persona solare, nonostante le difficoltà.
Sally si è sempre presa cura degli altri, quasi fosse, prima che un talento, una necessità. Per lei. Ma il talento, quello vero, lo conserva per i bambini, l’adorano. La sua voglia di vivere ha il sapore del miele e del peperoncino, un caleidoscopio di emozioni che solo l’iniquità della vita ha mitigato appena.
Sally ha quarantaquattro anni, ne dimostra venti. Molti ventenni sono già vecchi.
Il suo sogno è un luogo. L’Australia.
Un giorno, uno di quelli bruttissimi che seguono un lutto, decide. All’improvviso. D’istinto. Entra in una agenzia di viaggio e prenota un volo, destinazione: un sogno.
Non parte mai sola, un cugino, un secondo cugino, vent’anni di meno, l’accompagna.
Strano rapporto tra i due, fatto di sottintesi e parole velate.
Meraviglioso soggiorno in Australia, sembra un sogno. Meravigliosi i cugini, le loro mogli, i loro amici, sembra l’Italia. Con quel calore cosi poco anglosassone, odora di sole e di pasta al pomodoro. Resta, no, parte, i suoi fratelli hanno bisogno di lei. E lei di loro. Il talento si sottomette alla necessità. Molte foto, scatti di lei con il cugino, sembrano cosi vicini, quasi fratelli, complici…
Allora succede. Tanto tempo a scherzare intorno a desideri non rivelati, a trasgressioni mai vissute. Succede che una notte lei dice di si. L’amore, o la voglia di essere amati, non vuole protezioni.
E’ appena tornata e mi chiama. Dopo avermi dato il regalo, un tagliacarte con inciso il nome del sogno sovrapposto all’immagine di un canguro, inizia a parlare. Della pazzia.
Vivrà un mese d’angoscia. Era nel pieno dell’ovulazione. Io non me ne intendo, ma comprendo guardandola. Ha già preso la decisione, abortirà. Che strano, c’è chi diventa madre, e madre non lo sarà mai, e chi è madre dentro, ma non lo diventerà mai. Un delitto.
Sally non può mantenere un figlio, soprattutto non può permettersi di rinunciare all’affetto dei fratelli e della cugina, madre di lui. Almeno fossi stato io, il padre, dice. L’avrebbe tenuto, sicuro. Non so cosa dire, chi ha deciso non torna indietro. Ripete che dovrà fare qualcosa che lei non accetta, ci è costretta dalle particolari circostanze. L’unica promessa che riesco a strapparle è di sapere se sarà incinta o meno.
Me ne vado, lasciandomi alle spalle qualche verso di Guido Gozzano,
“il mio sogno è nutrito d’abbandono e di rimpianto/ non amo che le rose che non colsi/ non amo che le cose che potevano essere e non sono state.”
E’ una storia vera.




prima_o_poi 60M
91 posts
6/5/2006 1:24 pm

Visto che dici che e' una storia vera, dimmi se posso essere d'aiuto: vengo da un paesino di 500 anime, il matrimonio tra cugini non e' cosi raro. Mio padre e mia madre sono cugini di secondo grado: si sposarono in chiesa, dopo che il prete ebbe la dispensa dal vescovo. Mio padre aveva 13 anni in piu. La probabilita di incidenti al bimbo, dovuto al fatto di essere cugini, e' veramente bassa. Gli altri problemi si risolvono sempre facilmente. Quello e' un falso problema, insisti: se vuole venire a parlare con mia madre e mio padre, volentieri
Il fatto che il padre abbia 20anni in meno, beh, e' un problema ma superabile


fortune_six 48M

6/6/2006 1:07 am

E' una questione morale. Una di quelle legate al senso dell'onore che, tradotto in termini fruibili al pubblico di massa, significa " regola numero uno: il giudizio degli altri è più importante del mio". Va da sè che il più noto ricatto del mondo, l'etichetta morale, ha una forza terribile, alla quale si piegano le anime più sensibili.
Vivere senza se e senza ma porta alla solitudine. E il problema successivo è: " quanto contano gli altri per la mia felicità?"
Eterno dubbio sulla COSA GIUSTA DA FARE.

Grazie per l'interessamento.


50hours_a_year 56M

6/8/2006 4:45 pm

Non è possibile discutere nulla di così intimamente personale.
Non è possibile
dare consigli,
sentenziare,
emettere giudizi
o dire: "io farei"

definire follia;
o scelta razionale,
pensiero sublime
o idiozia totale.

Sceglierà la "sua" cosa giusta e tanto basterà.

lascio solo un commento generico che mi è balenato in mente, che non vuole essere nulla se non parole, che devono rimanere tali.

Sia nella vita che nella morte,
per tutti coloro che la vivono indirettamente,
i giorni scorrono, come prima.
Per qualche tempo gli argomenti sono diversi.

Solo per qualche giorno,
gli argomenti sono diversi.

Ci sarà, "solo",
un uomo in più o in meno
di cui parlare per un pò.

nota: scusa se mi sono intromesso, Ciao


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