Eurostar. Un momento, grazie.  

sexylakeforyou 55M
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11/9/2005 2:38 pm

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3/5/2006 9:27 pm

Eurostar. Un momento, grazie.

Oggi è Domenica, una delle tante domenica in cui non faccio un cazzo e di solito recupero le forze, buttate, dico buttate nella settimana lavorativa.

Invero, qualcosa di diverso c'è, mi sono svegliato troppo presto e non riesco più a dormire.
Già non riesco più a dormire. Cosa faccio? Fuori non c'è il sole, forse arriverà, ma per ora non c'è.

Mi ricordo improvvisamente di aver prenotato un viaggio in treno, si in treno perchè lei non guida ed io sono troppo stanco, per pensare di guidare da solo fino alla meta.

E' bello questo treno, è bello l'EUROSTAR.
E' da quando ho 10 anni che voglio viaggiare in treno, salgo e trovo un posto comodo, il mio posto. Uno dei due che ho prenotato via web e di cui ho diritto, senza sanzioni o multe. Lei salirà quattro stazioni dopo.

Leggo un poco il giornale, che ho acquistato in stazione, ma mi fermo alla prima pagina. La guerra, si la guerra è iniziata, anche l'intervento del Duce, orgoglioso del suo discorso a Monaco, non è servito. La Germania è partita, Mr Churchill, cosa dobbiamo fare?
Mah...

Già ma oggi non importa, tra due stazioni arriva lei, chissà come sarà.
O meglio chissa come mi guarderà, vorrà sedersi vicino a me oppure farà finta di nulla e sfiorandomi passando, cambierà vagone.

Sono rigido, stanco, rigido e stanco ma è solo agitazione.
E se non si siederà vicino a me??

Il fischio assordante dei freni, di questo gioiello dell'italian style ferroviario, di questo EUROSTAR fulgido e capiente, mi fa guardare fuori. E'la stazione giusta.

Alzati e guarda fuori, ascolta, si apre la porta della tua carrozza. Ascolta!!! Purtroppo non hai ascoltato. Ma a cosa stai pensando.

Passano alcune persone, madri, vecchi che cercano il loro posto con il biglietto in mano, troppo piccolo per poter distinguere il giusto numero.
Ma il posto prenotato, vicino al tuo, rimane vuoto, ancora.

E decidi di leggere un'altra pagina,
- dove la guerra è un'altra, vera, odierna ed è a Parigi;
- dove l'economia crolla;
- dove l'inter perde ancora;
- dove i programmi in TV fanno schifo.

Ed allora ti alzi, destinazione vagone bar-ristorante. Vuoi un caffè, una birra ed un pensiero nuovo per capire.
Capire perchè non ti vuole parlare mai, ancora oggi come allora, non ti vuole parlare di se.

Ed allora devi bere ancora una volta da solo, come nelle serate di ritorno dall'ufficio dopo aver scritto a lei.

E mentre versi, una mano lieve, bellissima, ti aiuta a non far cadere il bicchiere di carta.
Si appoggia da dietro sul tuo collo, sussurra la sua voglia, ti strappa e ti porta nell'unico angolo dove nessuno può vedere, sentire o chiedere di smettere.
Per un istante che è un'eternità. Un secondo che rimarrà per sempre.
Il suo volto, che non immaginavi così bello, s'imprime nella tua mente, è Lei.
Sono sicuro, è lei non posso sbagliare ma ho paura a fare il suo nome.

Paura di sbagliare e rovinare tutto,
paura di non sapere bene cosa dire.
Non ti conosco, non voglio rovinare tutto.
Mi piace il tuo profumo ed il tuo calore, le tue labbra ed i tuoi occhi, la tua pelle ormai così vicina alla mia, da occupare un solo spazio tempo.
Grazie di essere venuta.

ti aspetto ancora, girerò su questo treno sempre sperando d'incontrarti.

Chissà perché pensavo non ci fossero EUROSTAR per la tua città.

Ma è vero EUROSTAR per la tua città
non ce ne sono...
e tu lo sai che non amo la folla del regionale.


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