Malachia o Michele  

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9/7/2005 5:28 pm

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3/5/2006 9:27 pm

Malachia o Michele


Mancavano solo dieci minuti, avrei gia' dovuto essere presente al lavoro, seduto nella mia postazione, ed invece ero ancora li', sulla mia sedia, davanti al monitor della mia stanza, cam puntata sul petto denudato, Dolceluna mi stava osservando, descrivendo come il suo corpo si muoveva sinuoso su di me, il bacino fremente ondeggiava piano e solleticava il mio membro ancora dentro i pantaloni..con le mani annodava i capelli, lasciando visibile un collo pulsante e luminoso che non perdevo tempo a baciare, leccandolo dolcemente per tutta la sua lunghezza, mentre tra le mie dita un capezzolo si induriva, un altra mano si insinuava nella spaccatura del sedere e, spingendo ritmicamente, regolava l'andatura dell'amplesso... Eravamo da poco scampati ad un incendio dentro una cascina sperduta in un bosco, dove all'interno mi ero ritrovato bendato e mani legate dietro la schiena, per terra ad ansimare, sentivo Lei girarmi intorno, sussurrando piano il testo della nostra canzone...Minuti prima ero io a girarle intorno, osservando lei, bendata al centro di un letto a baldacchino, vestita solo di un abitino in seta, sussurrarle i versi di una poesia di Pablo Meruda. Un letto al centro di una stanza vuota, illuminata solo di luce artificiale..
Mancavano solo dieci minuti, dovevo ancora rivestirmi e recuperare il necessario per affrontare il terzo turno di notte, interrompendo, mio malgrado, la favola sessuale fin li creata, mi congedo, non con poca frustazione, da Lei.
Freneticamente giravo per casa, recuperando l'occorrente prima di lasciare l'abitazione, ma lo sentivo.. sentivo che mi stava osservando..tante volte ho sentito il suo sguardo pressante, il suo odio ed il suo disappunto, ma mai come questa sera Malachia era piu'reale che mai.
In fondo era Malachia che provava piacere assaporando quel corpo, era Malachia che, disteso al centro di una collinetta in mezzo a quel bosco, le leggeva versi di una poesia sconosciuta, erano le dita di malachia a regalare piacere, masturbando le figa umida e pulsante sotto quelle mutandine rosa.
Mai come prima, la sua presenza in quella stanza era stata cosi'tangibile, cosi pericolosa, tanto da chiedermi se stessi segnando una indelebile spaccatura fra me ed il mio alterego.
Perche'il piacere, la passione e la felicita' provate leggendo, scorrevoli, le frasi su quel monitor avevano un peso piu' che virtuale nella sua esistenza...e mentre io, Michele, li osservavo distanti, come un voyeur osserva l'amplesso della coppia di turno, sentivo l'invidia di non poter essere io ad assaporare tali sensazioni, di non poter essere nelle condizioni reali per offrire quel piacere che tanto desideravo provare.


Sono le 2.24 del giorno 08/09/2005 penso al giorno che Malachia uscira' dalla mia vita, come un amico di vecchia data parte per mete sconosciute, senza poter fare ritorno; Prima di quel giorno Malachia ricevera' le mie scuse piu' sentite.

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