le proiezioni continuano  

rm_arturo1255 61M
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8/3/2006 7:58 am
le proiezioni continuano


Ormai gli incontri si susseguivano senza sosta, ogni domenica puntuali i due si trovavano alle 3 del pomeriggio e nascosti dalle colonne continuavano le loro attività masturbatorie. Ormai il ragazzino conosceva al tatto tutta vagina, il grosso clitoride della donna, sapeva come doveva fare per farla godere, sapeva anche che se iniziava ad infilare un dito nel culetto stretto della donna dopo poco riusciva a farci entrare altri tre e in quel caso la donna mugulava tanto forte che a volte rischiava di farsi sentire oltre il sonoro del film.
Ormai non si potevano trovare più alle 3 dovevano sfruttare il buio ed in quella stagione arrivava alle 19. Il ragazzino convinse i suoi genitori a lasciarlo andare al cinema più tardi "ormai sono grande" diceva, alla fine i genitori cedettero.
La prima volta del cinema alle 17 fù quasi un disastro, a quell'ora il cinema era pieno di persone adulte e quello che i bambini non vedevano gli adulti invece sì, così mentre la donna si abassò per fare il solito pompino super bagnato ed il ragazzino stava per infilare la mano dentro la gonna della donna, una donna più anziana cominciò a gridare "vergognatevi fatelo a casa vostra" cosi avanti. ricompostisi all'istante la donna sussurro al ragazzo "esci vai in bagno portandoti il capotto e poi rientrra e siediti nelle ultime file dall' altra parte ed aspettami."
dopo 20 minuti il popmino era ripreso, ed il sedere della donna ondeggiava sulla poltrona a questo punto non visto da nessuno.
finito il film i due si incamminarono verso la campagna, la serata era fresca, l'erba ormai era secca ed aspettava solo la pioggia o la neve visto che nessuno l'aveva tagliata per farne del fieno; si sedettero in una parte appartata mettendo i capotti per terra, quindi si baciarono in una maniera animalesca, le loro lingue frugavano la bocca dell'altro intutti gli anfratti, le loro mani correvano verso i bottoni dell'altro per aprirli e far togliere il gilet, camicia gonna,pantaloni. In un attimo rimasero solo con la biancheria intima il ragazzo le passò le mani dietro la schiena tentò maldestramente di sciogliere il reggiseno inutilmente,lo fece lei, lo aprì e laciò che ilragazzo lo togliesse qundiprese la testa del ragazzo e la portò sopra i l capezzolo sinistro sicendogli "succhia". Lui osservò per un attimo la magnificenza di quei capezzoli eretti e quell'aureola bruna dificilmente ne avrebbe viste di più belle, aprì la bocca e si tuffo su quel seno perdendo la cognizione del tempo; i guaiti di godimeto di moltiplicarono la mano destra del ragazzo raggiunse le mutandine e le fece scivolare giùsulle calze, lei scalciando con una gamba se ne liberò in parte ed allargò le gambeil ragazzo mettendo per la prima volta la mano sui genitali liberi della donna percepì il pelo pubico, facendo scivolare più giù la mano trovò il grosso clitoride e come lo toccò con delicatezza titillandolo la donna si mise a tremare e sussultare! Il ragazzino si fermò di botto chiedendo se vi fossero problemi come risposta ricevette la mano della donna che riportava la sua mano al posto dove di trovava un attimo prima, con un ordine perentorio "fermati solo quando te lo dico io ". La donna non stava ferma con le mani, continuava a masturbare freneticamente il ragazzo, ed ogni volta che questi sborrava ,si chinava a succhiargli l'ucello ed a pulirlo con la lingua dicendo "nettare nettare degli dei". ad un cero punto fece inginocchiare il ragazzo e gli disse "lecca e succhia leccami anche il culo e mettici dentro una mano".Lui cominciò a leccare, sentì il sapore salato della vagina, quello aspro del buco del culo, ed ormai disperso in un'estasi paradisiaca inizio ad inserire prima le dita e poi le mani in ano ed in vagina, ritrovandosi ad un tratto a chiavare la donna con le mani in entrambi i buchi succhiando il clitoride. Le urla di godimento della donna si dovevano sentire a notevole distanza, e solo il fatto di trovarsi in una zona non abitata impedì l'accorrere di gente, (anche se il giorno seguente più di qualcuno parlò di quelle urla)ad un certo punto sconfitti dalla stanchezza si stesero sui capotti e abbracciati si assopirono vennero svegliati dalle campane della chiesa che segnavano le 21, un ora estremamente tarda per entrambi, fu una corsa frenetica, vestirsi, ricomporsi, un ultimo bacio e scappare ognuno in direzione opposta.

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