Risposta a Angel...  

ndr57 60M
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5/22/2006 8:01 am

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5/24/2006 1:28 am

Risposta a Angel...

NDR: Emozioni e seduzione che rappresentano comportamenti: assolutamente non sono d'accordo. Vorrebbe dire che esiste una emozione solo quando c'e' il comportamento di quella emozione. Tornare alla psicologia psicosomatica: se ebbe un significato per semplificare lo studio di certi problemi, oggi sappiamo che semplifica troppo ed a volte in modo arbitrario.

Nemmeno io sono d'accordo: il concetto deve essere rovesciato. Non e' il comportamento che "genera" i sentimenti, semmai sono i sentimenti che "generano" determinati comportamenti. Se chi ha letto ha capito male, la colpa e' mia!

LYB: dici che si sono sempre scontrate 2 idee: platone-romantica-ebraico cristiana: la parola crea classica-etc: non c'e' significato, Dio etc C'e pero' anche una terza idea che e' li da anni, quella indiana/animista/immanentista: Dio, il significato e' nelle cose, tutte le cose e nostro compito e' viverne in sintonia. Perche' rifarsi al pensiero classico? In fin dei conti e' l'atto d'orgoglio dell'uomo che ha preso coscienza di se e si erge sopra le cose del mondo. O e' proprio quello scatto di orgoglio che ti spinge all'adesione?

Questa la lascio pari pari a LYB!

NDR: Io posso essere d'accordo sul fatto che le parole sono uno strumento per avvicinare il senso delle cose ma allora la parola non crea: o il senso e' nelle cose, o e' creato dalla parola.

Ritengo che si dovrebbe parlare di sequenze, di ordine delle parole:

"Ieri sono stato a trovare un amico che non vedevo da un po', abbiamo parlato di molte cose durante la serata, ci siamo fatti anche qualche birra, e' stato divertente"

Invertiamo ora l'ordine delle parole:

"Divertente stato e', birra qualche anche fatti siamo ci, serata la durante cose molte di parlato abbiamo, po' un da vedevo non che amico un trovare a stato sono ieri"

Anche se ogni parola risulta comprensibile non ci da l'impressione di avere senso (e' lo stesso gruppo di parole della frase precedente scritte in ordine inverso). Quindi le parole, elementi strutturali del linguaggio (preferisco chiamarle "costruttori" ), unite secondo precise sequenze (o regole, la sintassi) ci permettono di esprimere un concetto, una emozione e lo stesso vale quando leggiamo o ascoltiamo. Se il messaggio ricevuto e' chiaro, rispetta quanto accennato, il concetto, l'emozione saranno piu' comprensibili.

Che differenza c'e' nei significati di banana e telefono? No, non sono impazzito! Nessuno! Sono due parole atomiche ovvero, ci informano immediatamente che stiamo citando un frutto tropicale e un apparecchio per comunicare. Ma banana non e' anche una particolare forma e i maschi non usano questo termine per riferirsi all'attributo maschile? la risposta e' si! Quindi: il senso e' nelle cose quando ci riferiamo esattamente a quella "cosa" ed e' nelle parole (frasi) negli altri casi. Insomma dipende dal contesto. Io preferisco sempre riferirmi al contesto, dopo tutto e' la norma.


Ciao


loveyoubaby76 40F
292 posts
5/23/2006 4:21 am

"Emozioni e seduzioni rappresentano comportamenti" oppure
"sentimenti generano comportamenti". La seconda.
a) X i sentimenti generano comportamenti in Y i casi e Z le volte.
Sostituiamo a X,Y,Z TUTTI e ALCUNI. Sto semplicemente quantificando.

1- TUTTI i sentimenti generano comportamenti in TUTTI i casi e TUTTE le volte
2- ALCUNI sentimenti generano comportamenti in TUTTI i casi e TUTTE le volte
.................................................................
n- ALCUNI sentimenti generano comportamenti in ALCUNI casi e ALCUNE VOLTE

n e' sicuramente vera, nella mia visione dei sentimenti ma non significa nulla: e' una caratteristica dei sentimenti in alcuni provocare sentimenti
Nella 1, l'unica tutto sommato che permette di identificare i sentimenti, li trasforma in comportamenti e vale quanto detto prima.

2) il fatto che non rispettando la sintassi di un linguaggio generi incomprensione e' ovvio: non dice nulla sulla semantica.
Anche un semplice compilatore C si ferma dopo un attimo: restringendo a linguaggi formali, si blocca tutto a quel punto.
Se uno si esprime in un linguaggio che non conosco, al telefono, evidentemente non capisco. Il discorso si apre con un linguaggio comune, visto che al centro c'era un discorso linguistico: le parole creano o avvicinano.
-banana telefono- non rappresenta un esempio significativo. A livello linguistico puo essere risolto anche a livello formale, tipo le grammatiche che si studiano ad informatica.
E' sufficiente un passo in cui si accetta nella grammatica:
........
A:=a
A:=B
........
Accettiamo normalmente strutture ricorsive che generano alberi tipo
A:=a
A:=bA
che e' il modo in cui in programmazione definisci strutture ricorsive.
Sintatticamente non ci sono problemi.
-dipende dal contesto- Il fatto che normalmente vengano trattate grammatiche context-free e' solo una semplificazione. Le grammatiche generate dai linguaggi context-free 'sono alberi', le altre dei grafi. Ma il rapporto tra grafi ed alberi e' sufficientemente chiaro: le reti informatiche stanno in piedi con OSPF, tipico algoritmo di ricerca su grafi. I linguisti usano lo stesso algoritmo in problemi di tipo cognitivo.

Nelle parole non c'e' significato, e non c'e' nei contesti, neppure in generale: c'e' metrica, c'e' suono, ci sono relazioni sintattiche ma nessun significato. La poesia e la musica sono un esempio di come funziona sempre il nostro cervello: generano qualcosa ma non hanno significato.


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