Essenzadio  

fortune_six 46M
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8/31/2006 6:00 pm
Essenzadio

Dio. Un tale mi ferma e si presenta. Buongiorno, sono ateo. Di nome o di fatto? rispondo. Ecco, prendo tempo. Potrei anche accettare il fatto che un individuo, questo individuo, si chiami Ateo; in fondo ho sopportato di peggio. E io stesso chiamerei Nausicaa mia figlia, se ne avessi una. È il luogo dell’incontro che stride: tre gradini sotto l’altare. Sorride e mi imbarazzo; di certo non appaio quello originale, tra i due. Mi aiuta e risponde: entrambi. Bizzarro, lo sapevo, poco prima arrancavo colla creta, nel tentativo di dare angoli a una figura circolare. Ora so per certo che la medesima ha più angoli della testata d’angolo su cui poggia questa costruzione. E se l’individuo pare indossare i panni del qualunquismo, tanto è comune il suo volto, non sfuggono di sicuro al catalogo delle curiosità i tre elementi che lo compongono qui, ora, davanti a me. Ateo, il tale, è ateo, di fede e, quel che è più, lo esterna in chiesa. Ateo, l’ateo, si aspetta che io continui. Posso immaginare che conosca gia l‘evoluzione del dialogo. È seccante che io debba recitare ancora il ruolo dell’ovvietà; non ho un nome, per ribattere, che sia all’altezza di quello; non una fede, non tifo per alcuno, figurarsi contro. Perché?’In realtà, alle sei maledette, avrei preferito un’ introduzione meno diretta, girando parole e significati, buttando sul piatto suoni di spocchiosa ontologia, imparati nell’ora di educazione filosofica. Perché? Sono ateo perché posso provare che Dio non esiste. O cielo! Dico, lo sanno tutti che credere o meno è un esercizio di fede e che la mancanza di risposte genera speranza. Dice: credimi, ti sia di conforto sapere che io so. Perché? Un altro. Decenni di apprendimento, spacciati per perle, buttati ai porci… Perché l’unico modo per provare la non esistenza di Dio, consiste nel sapere tutto lo scibile, nello spazio e nel tempo. Vale il contrario, suppongo. Certo, ma il risultato non cambia, per il semplice fatto che io so quello che tu, come uomo, non conoscerai mai per una problema di finitudine. Scusa se ho dovuto calendarizzare anche la morte, eh? faceva parte del pacchetto! E per sapere tutto, futuro compreso, mi vedo costretto a rivelarti che, contratto alla mano, ho l‘obbligo all‘immortalità. Bè, devi… Allora ecco, tutti gli angoli, che troppi perché hanno modellato, si smussano per effetto dell’erosione causata da una semplice brezza di verità, ossia che io sappia o meno dell’esistenza di Dio, non importa a entrambi, perché nel giungere alla certezza assoluta, non posso che essere Dio stesso. Uhm… prendo tempo per la seconda volta; io, un terzo perché, non glielo concedo, fosse solo per un piglio alla circostanza. L’ateo Ateo, infatti, per elisione scompare. nome e attributo si annullano e, nella penombra della necessità, non rimane che qualche debole e umanissimo perché in oziosa risposta. Tanto c’è tempo…


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