ODE OSCENA  

emjljo 57M
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6/26/2006 10:17 am

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7/13/2006 9:19 am

ODE OSCENA

G u s t a v o L O M E N A N D O L O

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… il mio sesso , il tuo sesso turgido e fradicio

di sapori proibiti , nettare riservato agli DEI

mi guardi mentre insinuo il sesso mio

nella tua fradicia intimità godendo

l’estasi che ci avvolge nel movimento

lento premo frugo godo fremo

di desiderio , di desideri innapagati


..mentre affondo nella calda carne che mi avvolge
in un abbraccio
mi sciolgo nei sudori che c’avvolgono
penetrando l’intimità dolce dell’amplesso
con le dita t’accarezzo i densi umori , ansimo ,
i respiri
si fanno tesi i nervi nel cavalcare il piacere
l’onda calda della lussuria ci trasporta nell’oblio
nel felice ritorno ad una ludica infanzia ritrovata
quel paradiso dei piaceri
nascosto tra le pieghe strette e la fessura umida
di umori densi che colano dalla carne
nella carne scivolano dentro la pelle
all’apice dei sensi l’orgasmo ci travolge con le sue onde
fino a naufragare alla deriva su questo mare del nulla
che è il piacere effimero dei sessi in preda alla lussuria …



…. mi succhi il midollo frugando lieve le pieghe oscure del piacere , t’insinui piano lungo il solco putrido della seduzione lesbicamente masturbandomi con la mano il pene turgido … guardami gemere di laida lussuria nella complice lascivia di darmi ai tuoi sconci baci che mi penetrano l’intimo frugandomi l’animo mi turbi dentro di estremo piacere ; vorrei affondare lungo il brivido che s’inerpica lungo le reni e darmi a te per sempre preda dei tuoi arcani .

Succhiami l’animo penetrando nella mia pelle accarezzami le palle tra i peli , succhiami dentro la tua carne così da sprofondarmi nella lussuria delle tue sconce attenzioni al mio corpo fragile in balia delle passioni questo mio povero disastro mi trascina alla deriva e vorrei che tu fossi nera ermafrodita così da penetrarmi con forza nelle viscere e possedermi nell’attimo fuggente del piacere mentre lentamente affondo nell’inferno della carne penetrami dentro , dietro , piano , dentro l’ano insinua la tua lingua fin dentro spingi il gioco spalancandomi l’abisso del godere l’essere sottomesso al potere ancestrale dei sensi sfrenati alla ricerca dell’estasi sublime del piacere ; schiudi il solco che ci divide ed affondami dentro , dietro , lieve , tra le pieghe fruga piano fin dentro l’ano caldo s’insinua lieve il piacere di darsi tutto al nulla ; prendimi con dolce impeto , possiedimi fin dentro le viscere molli e affonda nel mio vissuto con tutta te stessa , penetrami la pelle con i tuoi brividi , trapassami il cranio con l’onda pulsante del tuo orgasmo , sconquassami tra i brividi di piacere inondandomi dentro come un fiume in piena scavalca gl’argini per colmare i miei sensi di sogni liquidi e fluidi come i sudori acri che c’avvolgono trapassando i respiri d’emozione .

… giacere una sull’altro sfiniti dai piaceri dell’amplesso , legati dal godere i propri corpi nudi attorcigliati che si penetrano nell’intimo dell’alcova sacrilega che li nasconde agli sguardi vogliosi e morbosi dei puritani ipocriti e beghini nascosti dietro i paraventi della morale per criticare ogni unione che non abbia frutto nel vivere.


PRENDIMI DENTRO

LIEVE

TRA LE PIEGHE

DENTRO IL SOLCO

CHE DIVIDE LA DECENZA



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