[b] Messaggi da un bagno di scuola.... [/b]  

Greywolf535 63M
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8/7/2005 10:31 am

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3/5/2006 9:27 pm

[b] Messaggi da un bagno di scuola.... [/b]

Oggi, rifletteva il giovane prof., aveva avuto due forti suggestioni; la lettura di Bataille che affonda in una sessualità eccessiva e improbabile, quanto esteticamente ostile, con l'unico pregio di
Esplorare la dimensione erotica del liquido organico umano nelle sue
più diverse manifestazioni: urina, sperma, saliva, ed altro.
Ebbene, dopo tanto leggere di scene di reciproco urinarsi addosso, di seme spalmato sul viso della sua ragazza, mentre il giovane prof. entrava per sbaglio nei bagni degli studenti, lesse una curiosa scritta sulla porta: "Pisciami: solo per giovani e fighi…” con un numero di cellulare.
Forse per la suggestione di Bataille, quella scritta quasi lo eccitò: sarà per le giovani studentesse che con l’estate giravano in jeans e mini a vita bassa, con orli di slip rosa, verdi, turchini, a vista, nonchè reggiseni color rosa antico, sotto camicette ampie e morbide, e fianchi e
reni impudicamente scoperte, ma la scritta lo indusse lì, nel bagno stesso, a fare il numero del cellulare ed attendere, col cuore in subbuglio..
Dopo lunghi squilli, ed al terzo, ecco la voce. E' una voce quasi da ragazzina, sembrava: chiede “Chi è?”.
Lui gli risponde: “sono uno che sta davanti alla tua scritta; in bagno, e ho voglia
di pisciarti nella curva delle reni, nella fessura delle natiche…. Ti va?”.
Lo sente accusare il colpo…. Reagisce chiedendo (sulla difensiva) :
“Dimmi come sei; quanti anni hai?” Di che classe sei?
Risponde che è uno del quarto anno, Quarta C, snello, fico, con fidanzata, ma curioso di provare…e poi gli chiede se ha letto mai Bataille.
Quello, colto in fallo, risponde come uno studente impreparato agli esami che non crede, è imbarazzato. “Non importa”, gli dice lui rassicurante, poi ti spiego chi è: “dopo”…
Ma adesso, aggiunge, dimmi; dove sei?
Risponde che è nel corridoio esterno all'edificio, che corre intorno alla scuola.
“ Bene: vieni quì, il bagno lo conosci. Appena entri se mi piace continuiamo, se no...”
E' indeciso, ma poi dice: arrivo.
Deve aspettare solo qualche minuto, poi il prof. Sente i passi avvicinarsi: bussare alla porta e lui cautamente la socchiude. Entra un giovanissimo ragazzino, sedicenne, alto, magro, snello, ma non gracile. Moro, con capelli lunghi e occhi intensi. E' agitato, respira con ansia. Guarda, capisce che è un prof., e sta quasi per uscire, d’istinto, ma il giovane prof., rassicurante e amichevole, allunga la mano e gli prende un polso. E' piccolo, saldo ma delicato. Facile da trattenere. Con l'altra mano chiude la porta e tira il chiavistello. Si sentono fuori, entrare altri. Lui ammutolisce ed il giovane prof. Allora ne approfitta per slacciare la sua cintura, aprirsi i pantaloni e abbassare senza
fretta, come per liberarsi di un impaccio jeans e slip. Il fallo emerge tumido, ma ancora non eretto. Il ragazzo lo guarda, è rassicurato dal vederlo morbido, non aggressivo. Cambia la sua espressione intimidita e sospettosa e diviene invece d'un tratto vicino, affettuoso, avido. La sua mano si allunga, ma il prof. la ferma. Gli indica invece, silenziosamente, per non farsi sentire dagli studenti che intanto rumoreggiano e ridono lì fuori, di girarsi di spalle e poi gli fa scivolare i pantaloni e gli slip a terra. Il ragazzino ha una bella schiena, sottile e sinuosa, come le reni. Il culo è sodo, ben definito, con il solco pronunciato. Con ferma dolcezza il prof. Lo fa mettere a gambe aperte sopra la tazza e poi, dopo una sapiente attesa, gli fa zampillare il primo schizzo sulla schiena. Sente il fruscio caldo e dorato del suo schizzo scivolare sulle sue reni, colare sui glutei, sulle cosce. Lui inarca la schiena, prova il brivido del tepore frizzante e si offre. Ma il prof. lo rifiuto ancora. Deve prima inondarlo bene sul culo, bagnargli le cosce, fino a bagnargli anche e i pantaloni abbassati. Poi, non contento, lo fa voltare e inginocchiare. Lui interpreta male ed apre la bocca. Lui glielo
metto dentro con cautela (ormai è eccitato) ma gli impedisce di succhiarlo come vorrebbe, premendogli un dito con forza, sotto il setto nasale….
Lo tiene così, a bocca aperta, quel tanto per riprendere a donargli il flusso dorato e frizzante in piena bocca, quel tanto da farglielo assaggiare e fuoriuscire, finchè non esaurisce il getto. Solo allora, con una lunga ed affettuosa carezza, lo invita a rialzarsi.
Il ragazzino è emozionato e ha gli occhi chiusi, la bocca ancora umida del salato getto e sembra quasi assopito…. Il prof., lo fa girare dolcemente di spalle, e prendendolo per la nuca lo spinge bene contro il muro, gli fa divaricare le gambe, di più, di più, così, e quando è ben piegato gli apre con le mani le natiche e si china a fargli scivolare la sua saliva sull'apertura rosea e scura dell'ano. Il ragazzino rabbrividisce, ma cerca avido con le dita, guida il suo glande gonfio e tumido, lo gestisce con sapienza fin dentro, titillandone la punta. Con sapienti movimenti circolari delle anche il prof. penetra in profondità dentro di lui e comincia con potenza a pompare. Lui si schiaccia al muro, la nuca piegata, tutto il corpo scosso dalle spinte. Sente le sue reni salde reggere l'impeto e allora affonda la galoppata, veloce ed avida, cercando pienezza e profondità. . Lui, un po’ impaurito, resiste, si inarca, è forte, e allora il prof. capisce che vuole di più. Gli cerca e trova
l'uccello ben eretto, gonfio e caldo, e comincia a masturbarlo con lenta ma crescente sintonia con la sua penetrazione. Il ragazzino geme; chiede più piacere, vuole godere, ma lui lo masturba lento e rassicurante, vuole prima pomparlo a fondo e riempirlo, e solo dopo, mentre sgorga ed esplode copioso dentro di lui, ricambia il piacere con un rapido movimento del polso, che spompa facilmente il ragazzino. Il prof ne raccoglie il seme fluido e caldo nel palmo; con lunghe colature calde, glielo spalma sul viso, in bocca. Lui lecca riconoscente le dita, e il suo seme.
Ed il prof, gli sussurra all’orecchio: “Ecco, vedi? questo è proprio quello che descrive Bataille…” Lui si accascia. Esce dal membro ancora turgido del prof. Che lo lascia lì, a terra, ansante; pieno e vuoto insieme. Si china a fargli una carezza sul viso: poi in fretta si riveste, esce, richiude la porta ed è nel corridoio dove passano due ragazzine con il pancino nudo e slip a vista.Lo guardano e ridono. Forse sanno tutto, in quel luogo tutto loro, dove persino i prof. sono prede oltre che predatori.


succhiosa 32F

9/3/2005 1:54 am

ciao....carino sto blog...


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