[b] Gossip & Fellatio [/b]  

Greywolf535 63M
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8/3/2005 1:39 am

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3/5/2006 9:27 pm

[b] Gossip & Fellatio [/b]

La “fellatio”, una pratica sessuale orale “sbrigativa e subordinata” come l’ha sbrigativamente definita Natalia Aspesi su “La Repubblica”, vive frequenti momenti di celebrità.
Famosissimo, ad esempio, è’ stato il caso Clinton-Lewinski, protagonisti della più celebre fellatio dei nostri giorni, consumata nel luogo più sacro dell’America Whasp (bianca, anglo-sassone, protestante), la Casa Bianca, e del suo Sancta Sanctorum, il famoso Studio Ovale.
Qui, raccontano le cronache, la giovane stagista incontrò il Presidente al quale era andata a consegnare una lettera da firmare. Dall’esame di quello scritto la bruna Monica è scivolata, per così dire, verso una - a lei più favorevole - “prova orale” superata peraltro con successo, se mi scusate il fin troppo facile spirito, che però mostra come le storie di sesso orale suscitano forti analogie e convergenze linguistiche con il commento arguto e il pettegolezzo. Ma poi, contrariamente a quello che dice la giornalista Aspesi, mostrano come la pratica non sia né sbrigativa né subordinata….
Monika molto intraprendentemente ha sedotto e convinto il recalcitrante Bill a dargli “tutta la sua fiducia” (cioè eiaculare nella sua generosa “ gola profonda”, cosa che il pudico Presidente le negava, ma alla fine cedette.....
Ma ci sono storie più ordinarie e quotidiane di fellatio, che solo per caso sappiamo, proprio grazie al pettegolezzo, e che ci mostrano come si tratti di pratiche assai attive e creative da parte delle donne: altre che “subordinate!”. Sentite questa….


Una fellatio romana…

Questa storia è accaduta realmente ed è un bell’esempio di link tra gossip e fellatio.
Ve la racconto nella stessa maniera in cui è stata “raccontata” a me; in forma realistica e acuta. Siamo nella sede di una grande banca romana; negli uffici interni esclusi al pubblico.
Un simpatico impiegato mi racconta:

“Ieri mattina è venuto l’amico mio, quello coi baffetti. Strano, perché a quell’ora non viene mai a trovarmi, viene il pomeriggio, di solito. Dice che è entrata nel suo ufficio una collega, cò uno. Gli ha detto: “Ciao, questo è mio marito. Ci puoi lasciare un momento la stanza?”.
Allora io dico: se dovevano dirsi qualche cosa potevano andare al bar, in corridoio…Ho detto: aspetta, andiamo un po’…Siamo andati al bagno, quello vicino a noi, da dove si vede la stanza sua, dalle finestre. Guardiamo su e zac, vediamo la luce che si spegne! Allora ho provato a telefonare in stanza: tu-tu-tu-tu-tu….
Abbiamo aspettato un po’, poi dico: andiamo un po’ su, in stanza, a investigà…Siamo saliti e abbiamo fatto appena in tempo a vedere lei che usciva dal bagno con il trucco appena rifatto… Siamo entrati nella stanza…, loro c’hanno i tavoli nuovi, quelli grigio-chiaro. Sulla parte più corta del tavolo, visto in controluce, si vedevano tutte “strisciate” lasciate dalle dita, come…, come se lui, con le dita, no, avesse avvinghiato il tavolo mentre lei gli faceva un pompino. Lui seduto sul tavolo, lei seduta davanti, capito… gli faceva il pompino…
L’amico mio non ci credeva. Allora so andato a guardà nel cestino. Lui, l’amico, dice: vedi? Quelli so i fogli che ho buttato io.. Io sollevo quei due-tre fogli e sotto c’era il fazzoletto di carta ancora tutto gocciolante di.... Lo prendo per un pizzo, lo tiro su e gli dico: “Senti, mò o questo l’hai fatto tu o so stati loro…”

Roma, ottobre 1996, ore 10,15, mattina

Il pettegolezzo :
(resti, commenti e chiacchere sul racconto)
Subito dopo, abbiamo cominciato a chiacchierare: domande e risposte argute e spiritose che mostrano come queste storie tendano fatalmente al pettegolezzo….

- “Ma chi era lei?”
- “ Hai visto quell’ufficio dove ci stanno tre donne, vicino a quello dell’amico mio? C’è una moretta, piccola, formosetta, cò i capelli corti, neri…: è quella. Non è una tanto… se la fa cò un commesso”
Dubbi: - “Ma era il marito?”
- “ Sì, era proprio il marito! no, non era uno così…”
- “Ma perché in ufficio?”
- “Boh, chi lo sa.. magari dovevano fare pace, avevano litigato… Lei se la fa cò uno.. chi lo sa, può darsi che il marito l’ha saputo.. Si voleva fa perdonà…. (ridendo)”.
Integrazioni:
- “Ah, poi in corridoio c’era la collega della brunetta che faceva il palo, sì, camminava lì davanti alla porta…..se qualcuno magari veniva, provava ad entrare in ufficio…”
- “Noi, io e l’amico mio, abbiamo anche provato ad ascoltare dalla stanza a fianco, che è sempre vuota, no? Abbiamo messo l’orecchio alla parete, lì le pareti sono tramezzi leggeri, ma niente… non si sentiva niente…c’aveva la bocca occupata…(risate).
- “Poi lì davanti a quella porta a quell’ora ci passa una marea di gente, che va al bar, no….
Per questo ci ha messo dieci minuti a venire, era troppo agitato, sai fuori si sentiva la gente passare, parlare, in pieno giorno…”.



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