Oltre le apparenze "beyond the appearance"  

Ghibli622 54M
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6/15/2005 4:27 am

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3/5/2006 9:27 pm

Oltre le apparenze "beyond the appearance"

Non mi sono mai piaciute le cose facili. Più precisamente dovrei dire che non amo le situazioni banali, o le persone noiose. Probabilmente anche per il lavoro che faccio vivo circondato da persone che identificano se stesse principalmente con il loro "look". Il messaggio che queste persone trasmettono è " Sono ciò che vedi".

In realtà spesso, senza nemmeno rendercene, conto vogliamo apparire diversi da come in realtà siamo.
Quindi scegliamo un modo di vestire, parlare, esprimerci, anche attraverso i gesti, non coerente con quello che i nostri occhi, il nostro modo di pensare, a volte perfino il nostro tono di voce trasmette.

E’ un modo di essere inconscio una scelta irrazionale dettata più da condizionamenti culturali e ambientali che non da precise valutazioni personali. Proiettiamo un immagine equivalente a come vorremmo essere oppure a come vorremmo che gli altri ci vedessero. Ma in fondo rimaniamo sempre noi stessi…

Le donne proprio perchè più attente alla cura della loro immagine e più abituate a usare il loro corpo per comunicare, vivono questa contraddizione più degli uomini e senza rendersene conto il più delle volte.

Questo rende ancora più difficile riuscire a penetrare oltre quel muro di Forma che ci costruiamo ed al quale ci aggrappiamo per essere certi di avere un’identità accettata e condivisa.

La prima volta che iniziai a rendermi conto di questa “forma mentis” lavoravo ancora in radio. Conducevo un programma di musica a richiesta. Oltre alla musica spesso mi capitava di avere altri tipi di “richieste”.
Infatti ben presto mi resi conto che alcune chiamavano col pretesto di chiedere una canzone con l’intento in realtà di avere un appuntamento. Il loro modo di parlare, le domande personali , tutta la comunicazione tendeva a questo.

Però se mi permettevo di dire: ma hai chiamato per uscire con me ? Rispondevano seccate che non ci avevano mai nemmeno pensato. Tuttavia bastava lasciar cadere il discorso per riprenderlo dopo qualche minuto e la telefonata si concludeva con un appuntamento !

L. Chiamava regolarmente ogni sera per chiedere una canzone e parlavamo della musica che lei preferiva.. Era una donna di 41 anni. Io allora ne avevo 19.
.
“Ufficialmente” lei era solo un’ascoltatrice e io il Dj. Niente di più e comunque era una donna adulta che amava ascoltare la radio….Eppure nella sua voce nel suo tono sentivo una complicità una malizia che andava ben oltre il piacere di chiedere e ascoltare una canzone!

Così di giorno in giorno parlavamo sempre meno di musica e sempre più di ciò che lei desiderava ! Diceva che preferiva ascoltare la mia voce che guardare la TV e alla fine scoprii che le piaceva farlo seduta sul pavimento, su un morbido cuscino.. senza mutandine… Si sfiorava mentre mi ascoltava, mentre parlavamo.. mentre mi telefonava “solo” per chiedere una canzone !

Aveva un modo di fare malizioso e sensuale. L. per un ragazzo di 19 anni rappresentava una “conquista”: era
la donna matura che tutti sognano a quella età !
Io In quel periodo ogni sera potevo scegliere fra vari appuntamenti possibili con nuove ascoltatrici (magia della radio !) tuttavia per me Lei rappresentava qualcosa di diverso, e altrimenti irraggiungibile ! Mi eccitava pensare che una donna che poteva essere Mia madre mi voleva !

Ci incontrammo un Sabato pomeriggio d’autunno. Faceva piuttosto freddo. Non avevo l’esperienza e tanto meno i mezzi per uscire con una donna così adulta. Ma a lei non importava dove potevo portarla ne cosa potessi offrirle: non voleva uscire con me voleva me solo scoparmi ed essere scopata..

Era alta circa 1,60 una fisico slanciato capelli biondi a caschetto.. Indossava un paio di jeans di Arrmani aderenti che facevano risaltare il culetto sodo e sporgente, un giaccone invernale grigio chiaro e sotto solo una camicia, senza reggiseno . Gli stivali con il tacco alto le davano un' aria decisamente aggressiva e sensuale. Aveva il viso di una donna che aveva vissuto e lo sguardo tenero e indeciso di una bambina che sta per rubare la marmellata.

Mi piaceva averla a fianco e mentre camminavamo.. appoggiarle una mano sui fianchi..”No dai..ci guardano..lo dico per te. Che figura ci fai con una donna così grande”.. ma a me non importava, ANZI ! pregustavo il momento in cui avrei gustato il sapore delle sue labbra, di tutte le sue labbra e ad ogni passo sentivo la mia cappella gonfia sfregare contro i boxer aumentando la mia eccitazione ad ogni movimento….mmmh si la volevo e subito !
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“Conosco un bar con dei separè molto intimi, se vuoi possiamo bere qualcosa li” Mi disse.. Non avevo voglia di entrare in un bar e respirare l’odore delle sigarette. Volevo entrare dentro di lei e sentire il suo profumo, il suo sapore.. “No facciamo due passi”.. Così Ci dirigemmo a piedi in un parco nel centro della città. E trovammo una panchina abbastanza appartata ..

Le sue labbra erano sottili e i suoi baci sapevano del tabacco delle sigarette che fumava Ma la sua lingua era esperta e le sue mani sapevano dove cercare…e il suo respiro era dolce mentre la frugavo con la passione e l’inesperienza di un ragazzo..

“Tesoro a me non piace stare sopra quando scopiamo perché altrimenti lo sento troppo e mi fa male e non sono capace di masturbarti con la sinistra.. Però se ti va puoi picchiarmi: sai mi piace se mi fai male..” L’ascoltavo frastornato senza capire perché avrei dovuto farlo.. Ma in realtà erano molte le cose che non capivo in quel momento !

L’unica cosa che sapevo per certo è che sentivo le sue mani slacciarmi lentamente i pantaloni e iniziare a cercare il mio cazzo.. Il cuore sembrava scoppiarmi nel petto e la sua voce riecheggiarmi nelle orecchie mentre le sue dita delicate ed esperte iniziavano a massaggiarmi la cappella…

La mia lingua scivolava nella sua bocca arrendevole, aperta, pronta ad accogliere più che la mia lingua..Mi risucchiava fra le sue labbra bevendo la mia saliva mentre sentivo le sue dita farsi strada nei boxer e afferrare la cappella.

Iniziò a masturbarmi tenendolo fra le dita e facendolo scivolare lentamente , delicatamente.. sentivo il suo pollice scivolare alla base della cappella, nel punto in cui è più sensibile..le dita si muovevano con un ritmo costante, implacabile mentre le mie mani avevano trovato sotto il giaccone e la sottile camicetta i seni nudi..

Erano piccoli e sodi con due capezzoli come due dolci ciliegie da succhiare…mi piaceva sentire il calore del suo corpo sotto le mie mani.erano le mie dita ora ad essere fredde..ma si scaldarono presto quando sentii la fessura umida della sua figa schiudersi e bagnarmi la mano…Era diversa da quella delle ragazze con cui uscivo di solito.. Era diversa la sua consistenza la sensazione che provavo ne scivolarci dentro con le dita ..era calda accogliente meno stretta forse ma eccitante e..BAGNATA !!

Non resistetti a lungo: era troppo per me che lo avevo sognato e desiderato così a lungo ! Non mi controllai più e lasciai schizzare un caldo getto di sperma denso, bollente che le riempii la mano..mmmh sapeva come farmi impazzire con quella mano ! Infatti continuava ad accarezzarlo e spremerlo lasciando che la sborra le riempisse il palmo e che che le dita così bagnate scivolassero sulla mia asto ancora tesa !"Mmmh Quanta ne hai fatta ! allora ti piaccio proprio eh maialino !" Estrasse un fazzolettino di carta e iniziò a pulirsi le mani sorridendomi e dicendomi “Beh non ti degni nemmeno di finire la tua esplorazione ?” e si sbottonò di più la camicetta offrendomi i seni da succhiare..ricordo il profumo del suo seno e le sue mani fra i miei capelli mentre affondavo il viso sul suo corpo e godevamo ancora così, su quella panchina..

La rividi ancora qualche altra volta. Non molte per la verità. Ma di lei mi rimase il dolce ricordo della mia prima donna “adulta” che mi telefonava “solo” per chiedere una canzone.

Ho imparato che è difficile distinguere il vero significato delle parole e che per conoscere davvero chi abbiamo davanti occorre avere il coraggio di prendere delle iniziative, fare il “primo passo” in modo da superare la barriera delle apparenze delle convenzioni di ciò che sembra e arrivare a conoscere davvero chi abbiamo di fronte.
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I have not never liked to choose the easier way . More just I would have to say that I do not love the banal situations, or the persons borings. Probably also for the job that I make, alive encircled from persons whom they mainly identify if same with theirs "look". The message that these persons transmit is: "You are the one which you appear".

In fact, without not to render of account us, often we want to appear various from as we are. Therefore we choose a way to dress, to speak, and to espirmere same, also through the gestures, he he is not not coherent. Ours our eyes, our way to think, to times our tone of voice even transmit an other personality.

It's a way to be unconscious, one irrazionale choice. Often more from cultural and social conditionings is dictated that do not give exact personal appraisals. Therefore Without it are of aware we project an image of as we would want to be, or like we would want that the others saw to us. However to the end we remain always same...

The women just why more careful to the cure of their image and more accustomed to use their body in order to communicate, more live this contradiction of the men and without to become of account most times.

This renders still more difficult to succeed to penetrate beyond that wall of shape that we construct ourselves and to which we grab hold of for being sure of having an accepted and shared identity.

The first time that I began to become account of this "Forma mentis" I still worked in radio. I lead a program of music on demand. Beyond to music often append of having other types of "demands". In fact very soon I became account that some radio listeners called with the pretest to ask one song with the attempt in truth for having an appointment. Their the personal way to speak, questions, all the communication stretched to this.

But if I allowed myself to say: " have you called in order to exit with me?" They answered that they had not never thought to us. However it was enough to leave to fall the speech in order to resume it after some minute and the telephone call was concluded with an appointment!

L. called every evening in order to ask a song and we spoke about the music that it preferred. She was a woman of 41 years while I had 19 years...

"Officially" she was only a radio listener and I the Disk jockey. Nothing more than an adult woman whom it loved to listen to the radio... But in its voice in its tone I felt a complicity a sensuality that it very went beyond the pleasure to ask and to listen to one song!

She had a way to make malicious and sensuale.
L. for a boy of 19 years "conquest" represented one: she was the mature woman who all dream to that age! I In that every period evening could choose between several possible appointments with radio listeners new (magic of the radio!) however for me she represented something of various, and otherwise unattainable! She excited to me to think that a woman that she could be My mother wanted me!

We met a Saturday afternoon of autumn. It made cold rather. I did not have the experience and many less means in order to exit with one adult woman therefore. But to she it did not import where I could carry it what you could some offer her: she did not want to exit with me wanted only me to fuck to me and to be fucked.

She was high approximately 1,60 lean body amd blond shorts hats .. She wore a pair of jeans of Armani adherent that made to evidence the ass hard and inviting. Up she had a winter coat clear gray and under solo one shirt. The boots with the high heel gave an aggressive and sensuale air decidedly to them. It had the ace of a woman who had lived and the tender and confuseed look of a child who is in order to steal a cake and has fear of being discovered.

It appealed to have she to me to flank while we walked. I put one hand on the flanks: "Not they are watching, than figure you make me with a older woman therefore?" But it did not import, to me, INDEED! I pretasted the moment in which I would have felt the taste of its lips, of all her lips... To every step I felt my swollen sex to push against the boxer increasing my excitation to every movement: mmmh I wanted her and endured!

"I know a bar with of the separè much intimate, if you want we can drink something them" She said to Me. I did not have wants to enter in a bar and to breathe the smoke of cigarettes. I wanted to enter within of she and feeling her scent, her taste.. "Lets walk a little".. Therefore we headed on foot in a park in the center of the city. And we found one enough set apart park bench.

Her mouth was thin and its kisses knew of the tobacco of the cigarettes that smoked But her language was expert and its hands knew where to try... and her breath it was sweet while touch her small tits with the passion and the inexperience of a boy...

"Darling to me does not appeal riding your cock when we fuck because otherwise I feel it too much and it makes me badly...ah and i'm not able of masturbate you with the left. But if it goes to you you can beat to me: you know appeals to to me if you make me badly." I listened disappointed without to understand because I would have had that.. But in truth the things were many that I did not understand in that moment!

The only thing that I knew for sure is that I felt her hands to untie slowly the pants and to begin to try mine dick. The heart seemed to burst in the chest and its voice to me it echoed in my ears while its delicate and expert fingers began to touch softly the head of my dick...

My language slipped in its easy-going mouth, opened, ready to receive more than mine tongue..Mi it sucked between its lips drinking mine salted while I felt its fingers makes road in the boxer and to seize my dick.

She began to masturbate me holding it between the fingers and making it to slip slowly, delicately. I felt its inch to slip to the base of the dick head, in the point in which it is more sensibile..her fingers was slipping with a constant rhythm, implacable while my hands had found under the coat and the thin blouse the breasts knots.

Her tits were small and hard with two nipples as two sweet cherries to suck... my fingers appealed to to soon feel the heat to me of its body under my hands..To being cold now they were my fingers. However they became warm soon when they touched the humid fissure of her Pussy. I filled it sweetly opened under mine fingers and the warm juice started to wet my hand... That one pussy Was various from that one of the girls with which I stay usually. Its consistency was various the feeling that I tried in slipping to us within with the fingers. It was warm, receiving little grip perhaps, but exciting e..WET!!

I was not able to still resist to along. In fact it was too much for me that I had dreammed it and wished therefore for therefore much time! I did not control myself more and I left to load a warm dense, hot jet of, seed that I filled up them the hand. Mmmh she really knew as it makes me to drive crazy ! In fact continued to caress and to tighten mi dick, still hard leaving that the juice filled up her the palm while with the fingers therefore bathed continued to masturbate me. "Mmmh that pig are you! it watches how much of it you have made! then i like you too much!" She extracted a handkerchief of paper and it began to clean up the hands smiling to me. "Ehi but you do not end not even your exploration !" and she untied more the blouse offering itself to me the breasts from suck . I remember the scent of its breast and its hands between my hats while I sank a ace on its body and we still enjoyed therefore, on that park bench !!

I still see again some other time. Not many for the truth. But of she me it remained the sweet memory of my first "adult" woman who telephoned to me "only" in order to ask one song.

I have learned that it is difficult to distinguish the true one meant of the words and that in order to know indeed who we have is necessary to have the courage to take of the initiatives, to make the "first step" so as to to exceed the barrier of the appearances of the conventions of that it seems and to succeed in to know indeed who we have of forehead.



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