Storia sociale del bacio.  

Aroveto 46M
55 posts
12/11/2005 7:25 am

Last Read:
3/5/2006 9:27 pm

Storia sociale del bacio.


L'invasione degli americani in Iraq ha portato alla luce ad Ur delle tavolette di argilla contenenti un editto di Sargon II contro l'herpes zoster, all'epoca considerato una male più grave della peste e che veniva represso al solito modo: cavando le labbra all'untore con delle pinze. Comunque questa è la prima testimonianza scritta della preoccupazione sanitaria alle conseguenze del bacio. Se ne occupò anche Hegel con la Fenomenologia del Succhiotto, ma non precipitiamo il racconto. Il bacio nasce in epoche antichissime tra le popolazioni babilonesi, anche se la tecnica allora usata non era ancora raffinata: infatti ci si ficcava reciprocamente le dita nel naso. Gli assiri, vollero innovarla è proposero manu militari di sostituire alle dita le labbra, con la conseguenza che uno succhiava le narici dell'altra e viceversa, cosa che portò all'inserimento nella stele di hammurabi di un codicillo contro la perversione in uso nei bordelli babilonesi di volere donne col raffreddore. Solo con l'invasione persiana si arrivò alla tecnica del labbro contro labbro, anche se allora le labbra che dovevano incontrarsi erano quella superiore di lui con quella inferiore di lei e viceversa. L'arduo cimento indusse ad una variazione nell'edilizia persiana imponendo la costruzione di "botole per il bacio", ove le donne venivano calate dalla stanza superiore a quella inferiore affinchè potessero degnamente accogliere i mariti con un meritatissimo bacio. Solo con il sopraggiungere di alessandro magno si addivenì alla parificazione labiale - si dice da lui promessa dopo la battaglia di gaugamela - e le botole fuorono destinate ad appendervi prosciutti. Grazie alla schiacciante superiorità culturale greca il bacio labiale parificato si diffuse in tutto il mondo antico, e giunse sino a roma. Lì sotto il consolato di caio mario venne varata la famosa "lex de baciis contrahendo" che per la prima volta definì il bacio rubato, che veniva punito con 5 anni di lavori forzati sulle galere. Successivamente ridotto ad una pena pecuniaria di 4 sesteri e 3 assi. Plutarco narra che una delle ragioni della rottura tra cesare e pompeo fosse la tecnica del bacio: pompeo, ligio alla tradizione, sosteneva le tecnica del bacio a labbra chiuse, tecnica derivata dal fatto che sua moglie aveva un alito orribile al punto da indurlo ad organizzare la famosa campagna contro i pirati pur di non doverla baciare, mentre cesare sosteneva il bacio a labbra aperte ma a denti chiusi, proponendo all'occorrenza che la donna mettesse della menta piperita sulla lingua per pulire i denti del marito. Con l'avvento di augusto e la moralizzazione della vita pubblica e privata, il "senatusconsultum ultimum de baciis impudiciis" sancì il divieto del commercio della menta piperita sostituendola con poltiglia composta da lardo, formaggio e olive nere. Ma le proteste della figlia di augusto fecero presto ritirare il provvedimento. L'ars amandi di ovidio fece invece scoprire il piacere di baciarsi a labbra aperte e denti aperti, purchè le lingue fossero rigorosamente tenute in un angolo e gli amanti si scambiassero palline di pane intinte nell'olio d'oliva (all'occorrenza anche nella birra ma è una variante bretone caduta presto in disuso). Il bacio si cristallizzò in questa pratica per ben 1500 anni, anche se durante l'impero di Federico II di svevia si ebbe una setta di eretici chiamata i "anabaciatori" che sostenevano che l'unico bacio vero è quello che gesù diede alla propria madre e come tale doveva essere inserito tra i sacramenti sostituendo quindi nella messa il segno di pace con un bacio sulla bocca, ovviamente tra soli uomini. L'inquisizione ci andò a nozze e gli anabaciatori furono sterminati con un metodo molto simile a quello di Sargon, solo che le labbra venivano cavate con delle tenaglie roventi. San Domenico in una nota orazione sostenne in questo modo una maggiore umanità rispetto alle barbarie babilonesi. Arriviamo giù fino a Luigi XIV che, essendo del tutto privo di denti ed avendo il problema che frammenti di cibo rimanessero attaccati al palato, autorizzò le proprie amanti a ripulirglielo con la lingua, cosa che produsse il famoso "bacio alla francese", la moda dilagò immediatamente in tutto l'occidente, anche se il parlamento puritano inglese varò nel 1711 il famoso "Kiss Act" in forza del quale l'uso della lingua è autorizzato purchè non entri più di un pollice e mezzo nella bocca dell'altra persona e che i menti non si sfiorino. Ancora adesso c'è una setta di puritani in america che si bacia in questo modo e si dice che il presidente bush ogni tanto vada alle loro riunioni a dire la sua. Comunque ogni limitazione fu abrogata da napoleone con il codice civile del 1804 ove si legge che "Il bacio è sacro ed inviolabile. Nessuno può essere baciato contro la sua volontà, o, in caso di minorità, con l'autorizzazione scritta della pretura circondariale alla presenza di due testimoni iscritti nell'albo dei baciatori." Il bacio è nel frattempo uscito dalla politica per entrare nel campo della filosofia. Kant se ne occupò nella prima critica, sostenendo che il bacio fosse trascendentale rispetto all'intima essenza delle labbra. Ma con la fenomenologia del bacio di hegel, poco fa citata, si ebbe una visione chiara di cosa fosse il bacio: con circa 981 pagine molto dotte, hegel disse che il bacio era un modo molto semplice per far star zitta l'altra persona. Alla sua morte i suo discepoli si divisero in due scuole: la destra baciatrice e la sinistra baciatrice. La prima sosteneva che il bacio non esistesse in quanto l'unione di due labbra non poteva altro che definirsi contatto labiale, mentre la sinistra sosteneva che il bacio fosse troppo limitato ed oltre alle labbra dovessero incontrarsi anche i palati. Nel 1842 un discepolo e la sua fidanzata morirono in circostanze raccapriccianti nel tentativo di dimostrare questa tesi. Col progresso della critica sociale il marxismo si impadronì del problema e Lenin nell'opuscolo "Come o cosa baciare?" scrisse che il bacio era strumento dell'oppressione delle labbra contro i dentri e quindi il bacio proletario corretto sarebbe stato quello di strofinarsi i denti. Alla sua morte Stalin non fu d'accordo e sostenne che l'importante non è come baciare ma avere un plotone di esecuzione pronto nel momento in cui non riesci a baciare. Dello stesso avviso era von ribbentrop che fece inserire una clausola analoga nello statuto nazista. Al processo di norimberga dichiarò: "non sapevo assolutamente che la gente venisse fucilata per causa di un bacio. Io non ho mai baciato nessuno." La storia recente invece la sapete...

Become a member to create a blog