Domande. Risposte. Assurdit  

Aroveto 46M
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12/19/2005 11:58 am

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3/5/2006 9:27 pm

Domande. Risposte. Assurdit


Disposizione degli oggetti sulla mia scrivania, da sinistra verso destra: una muraglia di libri assortiti che partono da raccolte di poesie, passando per un dizionario di italiano del 1926, alla raccolta completa delle opere di David Lodge e per finire alla Bibbia illustrata da Gustave Dorè; lettere, fatture, cartoline; una bottiglia di Calvados; porta penne in cuoio contenete penne, appunto, forbici, matite e tagliacarte: il tagliacarte è africano, un legno nero intagliato con una figura umana stilizzata; un box di cartone che riproduce sulla sua superficie un atto notarile del XIX secolo e che contiene al suo interno pennini, stilografiche, inchiostro e carta pregiata; un leggìo sul quale stazionano dei fiammiferi, una gomma per cancellare, due quadernetti Moleskine intonsi, un disco di Avril Lavigne e il cd con le foto delle mie vacanze in Sicilia; una calcolatrice; un calamaio in cristallo e argento; un candela a forma di cuore abbracciata da un simpatico topolino; una lampada in vetro contenente una composizione di fiori secchi con ampia abatjour; una scatolina con i floppy; una confezione di matite colorate; il computer. Cos'hanno in comune tutte queste cose? Creano una sorta di quiete domestica, di piacevole consuetudine che è poi la quint'essenza dell'habitat familiare. La casa è ciò che noi esprimiamo, se siamo vuoti dentro anche la casa esprime un vuoto. Mi sento molto vuoto perchè incomincio a pensare che l'unico essere pensante sia il topolino.

sexylakeforyou 55M

1/11/2006 1:56 pm

Usi ancora carta penna e calamaio?

Io ogni tanto mi diletto è un'antica passione piacevole e rilassante. Ti consente, direi ti obbliga a pensare a cosa scrivi.

Oggi si rilegge e si cancella si copia e s'incolla, spesso non si rilegge nemmeno che il senso si è perso.
Allora non si poteva.

E così si pensava.
Si prima di scrivere si pensava, magari si buttavano due appunti, su di un pezzo di carta, a matita.
Si pensava a cosa si voleva esprimere.

Molto bello e sintomo di rara intelligenza.
Molto belle quelle lettere, senza busta. fogli incastrati su se stessi protezione del contenuto.
Sapori d'altri tempi.

Oggi si sputano parole, spesso senza ragionare, senza leggere.

Come faccio io in questo momento, dimentico del fatto,
che non potrò cancellare i miei errori.


Aroveto 46M

1/17/2006 12:36 am

Mi ricordo un commento di Montanelli che in sostanza affermava che l'articolo di giornale bisogna averlo già scritto in mente prima di scriverlo sulla carta. Questo comporta il famoso detto di Catone: tene rem, verba sequentur. Uso penna e calamaio, e le lettere d'amore, i biglietti per le occasioni solenni quali matrimoni, battesimi, funerali etc, le scrivo su una carta speciale color lillà con una penna stilografica oppure direttamente con il pennino e il calamaio. Un tempo facevo le brutte, ora vado di getto per evitare che l'eccessiva riflessione stemperi i sentimenti.


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