GALLERIA D  

71spumadoro71 45M
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2/16/2006 10:29 am

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3/5/2006 9:27 pm

GALLERIA D

Era una tranquilla serata da venerdì sera, io e la mia
dolce Clarice ci stavamo dirigendo verso un tranquillo pub
per la classica bevuta tra amici. Quella sera la mia
compagna era particolarmente invitante, l'avevo osservata
mentre si vestiva, l'avevo vista nuda centinaia di volte
ma quella sera aveva qualcosa in più. Si era messa quel
vestito che a me piace tanto, con quella scollatura sul
fianco che lascia intravedere quelle gambe morbide dove di
solito la mia lingua scivola lentamente fino ad arrivare
lassù dove trovo la fonte del mio sublime piacere. Quella
sera aveva "le sue cose"... Salimmo in macchina, lei mi
diede un bacio e partimmo. Le misi una mano sulla gamba
come faccio abitualmente mentre guido con lei al mio
fianco, ma quella sera... fu diverso. Mi sentivo troppo
eccitato, troppo rovente, troppo animale quella sera... La
strada era buia, la macchina silenziosa, solo un leggero
rumore di radio distoglieva la mia attenzione da quelle
cosce che tanto bramavo di possedere. A un tratto mi
accorsi che mi fissava, aveva un'aria seria ma serena,
quello sguardo di pace che tanto mi consola quando sono
triste, ma quella sera mi sbagliavo... Era eccitata, oh
quanto lo era... soltanto lo stringerle quel magro
ginocchio la faceva tremare. Prese la mia mano, la fece
scivolare laggiù, dove il caldo è più denso, dove quelle
tiepide mutandine s'inumidivano di quella mistura
sanguinolenta. Inutile dire che mi eccitai immediatamente,
il mio aggeggio anche se non enorme era diventato duro,
spingeva, urlava, voleva uscire, voleva la sua bocca... Le
infilai le dita sotto, prima accarezzai piano le sue
labbra così delicate, poi mi feci spazio e cercai il suo
aggeggino, lei prese a godere subito. Afferrò il mio
braccio come a volermi dirigere, spingeva, strisciava e io
sentivo il suo sangue sulle mie dita. I suoi respiri erano
sempre più forti, gemeva come fosse la prima volta che un
uomo la toccava, godeva, godeva la mia Clarice sotto i
colpi leggiadri delle mie dita. Poi con decisione impulsiva mi tolse la mano. Ero già
pronto a ritirarmi da quell'idea che mi girava per la
testa quando lei prese con una fretta vorace a sbottonarmi
i pantaloni. Lui era lì, già pronto, sull'attenti come un
soldato... La sua lingua mi percorreva dai testicoli alla
punta, che si bagnava della sua saliva e si nutriva del
tepore delle sue labbra. Prese a spompinarmi con gusto,
continuavo a guidare con una mano e con l'altra le toccavo
la schiena, alternava pompate forti con lenti sfregamenti
sulla punta gonfia del mio coso, sentivo che avrei goduto
da un momento all'altro ma tenni duro per diversi minuti.
Lei era sempre più impaziente, voleva che le godessi in
bocca, che gliela riempissi di quel liquido denso che a
lei piace tanto. Stringevo i muscoli delle cosce per
trattenermi ma non facevo altro che aumentare quella
sensazione che solo un vulcano può conoscere. Prese ad
aiutarsi con la mano e io capii che non avrei resistito a
lungo, era quasi una sfida. Sentivo il mio piacere salire
con prepotenza, vidi un punto lungo la strada e mi posi
quel limite... l'ingresso della galleria: appena entrato
mi sarei lasciato andare. Lei succhiava, succhiava sempre
più forte e poi... entrai in galleria... mi lasciai
andare... venni con gusto e abbondantemente... la sua
bocca era piena, traboccava del mio seme, continuò a
succhiarmi fino a farmi male, mi pareva di avere le
convulsioni, rallentai e lei mi baciò, ancora con il mio
piacere in bocca, lo condividemmo fino all'ultima goccia.
Amo la mia Clarice, per quello che mi da e per quello che
mi prende...


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